Hai una moka che non usi da tanto tempo? Prima di rimetterla in funzione devi assolutamente pulirla: ti diciamo come fare

Ti è mai capitato di ritrovare una moka in fondo a un pensile, dimenticata da mesi, magari con quel leggero odore “di chiuso” che mette subito in allerta? Ecco, prima di rimetterla in funzione devi assolutamente pulirla, non per mania di perfezione, ma perché dentro possono essersi accumulati calcare, residui di caffè, muffa o piccole tracce di ossidazione. La buona notizia è che, con pochi passaggi, puoi riportarla a un caffè pulito e profumato.

Prima controlla: è davvero in buone condizioni?

Prima ancora di pensare a aceto o limone, fai una mini ispezione, ci vogliono due minuti ma ti evita sorprese.

  • Guarda la guarnizione: se è secca, crepata o deformata, meglio sostituirla.
  • Controlla il filtro: i fori devono essere liberi e regolari.
  • Osserva l’interno della caldaia: patine scure, puntini o incrostazioni spesse indicano che serve una pulizia più accurata.
  • Annusa: odore di rancido o “cantina” può significare residui vecchi o umidità stagnante.

Se noti muffa diffusa e persistente, soprattutto in zone difficili da raggiungere, la scelta più sicura è non utilizzarla.

Il metodo più semplice: pulizia con aceto

Questo è il classico “reset” quando la moka è ferma da tanto tempo. L’idea è far lavorare la soluzione come se stessi preparando un caffè, così pulisce proprio dove serve.

Proporzioni consigliate

Usa una miscela di:

  • 2 parti di acqua e 1 parte di aceto bianco, oppure
  • 1 parte di aceto e 2 di acqua (se l’incrostazione è più evidente)

Procedura passo passo

  1. Versa la miscela nella caldaia fino al livello della valvola (senza superarlo).
  2. Chiudi la moka (senza caffè nel filtro).
  3. Mettila sul fuoco e lascia salire il liquido fino a uscita completa dal beccuccio.
  4. Spegni e lascia raffreddare circa 15 minuti.
  5. Svuota tutto e risciacqua con acqua calda in abbondanza.

Poi fai un secondo “finto caffè” con sola acqua, fondamentale per eliminare ogni residuo di odore e sapore di aceto.

Alternative efficaci (e spesso più “gentili”)

Se l’odore dell’aceto ti infastidisce, ci sono opzioni altrettanto valide.

  • Acido citrico: sciogli mezzo cucchiaino (moka piccola) o un cucchiaino (moka grande) nella caldaia piena d’acqua, poi fai un ciclo completo come sopra. Risciacqua molto bene.
  • Succo di limone: prepara una miscela con ⅓ di succo e ⅔ di acqua, fai salire il liquido e poi risciacqua.

Queste soluzioni aiutano anche contro il calcare, che è uno dei responsabili principali del caffè “piatto” e della moka che fatica a erogare.

Filtro e parti interne: il punto dove spesso si nasconde il problema

Quando una moka resta ferma, il filtro può trattenere oli e micro residui che, col tempo, diventano ostinati.

Ammollo e pulizia

  • Metti filtro e imbuto in acqua calda con aceto (sempre proporzione 2:1 circa).
  • Lascia agire 1 o 2 ore.
  • Strofina delicatamente con uno spazzolino morbido, insistendo sui fori.
  • Sciacqua e scuoti con cura per liberare i passaggi.

Se qualche foro è ancora intasato, puoi usare uno spillo o un ago, con pazienza e senza allargare i fori. Una cosa invece da evitare sempre è scaldare il filtro sulla fiamma diretta, rovina il metallo e “cuoce” lo sporco.

Dopo la pulizia: come farla tornare “da tutti i giorni”

Qui c’è il trucco che fa la differenza: la moka non ama l’umidità.

  • Dopo ogni uso, smonta e lava con acqua calda corrente.
  • Evita sapone e lavastoviglie, perché possono lasciare residui e alterare il gusto.
  • Asciuga bene e lascia le parti all’aria, poi rimonta solo quando è tutto asciutto.
  • Per l’esterno, una spugna morbida con aceto diluito, risciacquo e asciugatura riportano brillantezza senza stressare il metallo.

Se la usi spesso, una decalcificazione leggera ogni tanto (anche solo una volta al mese) mantiene il flusso regolare e il caffè più pulito. E la prossima volta che la ritrovi “abbandonata”, saprai già esattamente cosa fare.

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