Ti è mai capitato di guardare la spazzola piena di capelli, o il lavabo dopo la rasatura, e pensare: “Ok, e adesso dove li butto”? Sembra una sciocchezza, ma è uno di quei dubbi domestici che fanno inciampare tantissime persone. Il punto è che capelli e peli tagliati o caduti sono “naturali”, sì, però non sempre finiscono dove immagini.
Perché capelli e peli creano confusione
A istinto verrebbe da dire “umido”, perché sono materiali organici. E in effetti lo sono. Il problema è che sono composti soprattutto da cheratina, una proteina resistente, e quindi si degradano lentamente. In certi impianti di compostaggio questa lentezza può essere poco gradita, in altri invece è accettata, soprattutto se parliamo di quantità minime.
E qui nasce la regola d’oro: la risposta giusta dipende dal tuo Comune.
La regola pratica: umido o indifferenziato?
In Italia, per questi rifiuti la scelta oscilla tra due bidoni:
1) Quando vanno nell’umido (organico)
Molti regolamenti e molte guide considerano capelli e peli (umani, barba inclusa) come rifiuti compostabili, soprattutto in piccole quantità.
Puoi pensarla così:
- capelli caduti dalla spazzola,
- peli rimasti nel pettine,
- residui minimi dopo una spuntatina domestica,
spesso possono stare nell’umido, perché sono pur sempre scarti naturali.
Se hai anche una compostiera domestica, la logica è simile: piccole quantità si possono gestire, ma senza esagerare.
2) Quando vanno nell’indifferenziato
Alcuni Comuni, invece, chiedono esplicitamente di buttare capelli e peli nell’indifferenziato, proprio perché si decompongono lentamente e possono interferire con certi processi industriali.
Se non trovi indicazioni chiare sul sito del gestore rifiuti, l’indifferenziato è spesso la scelta più “sicura”, perché difficilmente crea problemi di conferimento.
Capelli tagliati dal parrucchiere: stessa regola?
Qui molti si sorprendono: un conto è la spazzola di casa, un altro è un taglio completo. Le grandi quantità (tipo quelle prodotte da un parrucchiere o da una tosatura importante) sono più spesso gestite come indifferenziato o tramite filiere specifiche, a seconda degli accordi locali e del tipo di attività.
A casa, se ti fai un taglio abbondante e ti ritrovi una “nuvola” di capelli, la scelta prudente, se non hai regole comunali chiarissime sull’umido, è l’indifferenziato.
L’errore numero uno: WC e scarichi
Qui non ci sono eccezioni: mai buttare capelli e peli nel WC o nello scarico.
Perché?
- Intasano tubature e sifoni, soprattutto se si accumulano nel tempo.
- Trattengono saponi e grassi, creando quei tappini appiccicosi impossibili.
- Aumentano il rischio di cattivi odori e interventi di manutenzione.
Un trucco semplice, che sembra banale ma cambia la vita: usa una retina o un filtro raccogli-capelli in doccia e nel lavabo. Ci metti due minuti a svuotarlo e risparmi un sacco di fastidi.
E i peli degli animali domestici?
I peli di cane e gatto sono un capitolo a parte, perché spesso sono mescolati a polvere, residui di lettiera, sporco o prodotti di pulizia. In molti casi vengono indicati come indifferenziato (o secco residuo).
Quindi:
- peli raccolti da spazzole e rulli adesivi, spesso indifferenziato,
- se il tuo Comune accetta peli nell’organico, di solito è solo in quantità ridotte e ben “puliti”, ma è meno comune.
Mini guida rapida (quella da salvare in testa)
- Controlla le regole del tuo Comune, basta cercare “dove buttare capelli” sul sito del gestore rifiuti locale.
- Se è ammesso, piccole quantità possono andare nell’umido.
- Se non è specificato, vai di indifferenziato.
- Mai, davvero mai, in WC o scarichi.
- Per i peli animali, di default indifferenziato.
Un’idea in più: quando i capelli diventano un gesto utile
Se hai capelli lunghi e li tagli di netto, prima di buttarli vale la pena fermarsi un secondo. Esistono associazioni che raccolgono ciocche per realizzare parrucche solidali. Non è sempre possibile (servono lunghezza minima, ciocca pulita e legata, requisiti precisi), ma quando lo è, fa un certo effetto pensare che un taglio possa diventare conforto.
Alla fine, la risposta al dubbio è semplice e concreta: capelli e peli sono organici, sì, ma per via della cheratina non sempre seguono la via più intuitiva. Umido se il Comune lo consente, altrimenti indifferenziato, e scarichi sempre off-limits. Una piccola scelta, ripetuta mille volte, fa davvero la differenza.




