C’è un momento in cui apri la lavastoviglie e, invece del solito profumo di pulito, ti arriva quel misto di cattivi odori e umidità che fa pensare, “ma com’è possibile, se lava tutto?”. L’ho scoperto sulla mia pelle, il problema quasi sempre non è il lavaggio dei piatti, è ciò che resta nascosto dentro, tra grasso, residui e punti che non vediamo mai.
Perché si formano grasso e cattivi odori (anche se lavi spesso)
Dentro la lavastoviglie succede una cosa molto “normale”: micro pezzetti di cibo, oli e amidi si staccano durante il ciclo e finiscono in aree dove l’acqua non passa con forza, come:
- il fondo vasca e gli angoli
- il filtro e i suoi incastri
- i bracci irroratori (soprattutto i forellini)
- le guarnizioni della porta
Con il tempo questi residui diventano una patina di grasso che trattiene odori e può favorire la crescita di muffe e batteri. Il risultato è quel sentore tipico, a volte simile a uovo, pesce o “umido di cantina”.
Il metodo più semplice: lavaggio a vuoto con bicarbonato
Quello che mi ha dato la svolta è un lavaggio a vuoto con bicarbonato di sodio. Non è una magia, è chimica domestica fatta bene: il bicarbonato aiuta a neutralizzare gli odori e a sciogliere parte dei residui organici. In più, è delicato sull’elettrodomestico se usato in modo corretto.
Come fare (in pratica)
- Svuota completamente la lavastoviglie, niente piatti e niente posate.
- Versa circa 50 g di bicarbonato nel cestello oppure direttamente sul fondo.
- Avvia un ciclo a alta temperatura, idealmente tra 60 e 70°C.
- A fine ciclo, lascia lo sportello socchiuso per 20 minuti, così l’umidità non ristagna.
Ogni quanto ripeterlo
- Una volta al mese per manutenzione ordinaria.
- Prima di un periodo di inutilizzo, ad esempio ferie o casa vuota, così eviti che i residui “fermentino” e si trasformino in odori persistenti.
Alternative naturali altrettanto facili (quando vuoi cambiare)
Se un mese vuoi variare, oppure se il problema è più legato al calcare, ci sono opzioni semplicissime.
Aceto bianco
L’aceto è ottimo quando sospetti molto calcare, o quando l’odore è “marino” e si attacca alle plastiche.
- Metti un bicchiere abbondante, o fino a un litro se la situazione è intensa, in un contenitore stabile nel cestello superiore.
- Fai un ciclo a vuoto a temperatura alta.
Nota pratica: se senti un leggero odore di aceto alla fine, di solito sparisce lasciando aperto lo sportello.
Limone o sale
Sono rimedi rapidi, più “di supporto” che da pulizia profonda.
- Limone: tagliane uno a metà e mettilo nel cestello durante un ciclo, aiuta a deodorare.
- Sale: utile soprattutto se l’acqua è dura, perché la durezza favorisce incrostazioni che trattengono sporco e odori.
La manutenzione che cambia tutto in 5 minuti
Qui ho imparato una regola: puoi fare tutti i cicli che vuoi, ma se il filtro è sporco, il problema torna.
Pulisci il filtro (davvero)
- Estrai i cestelli inferiori.
- Svita o sgancia il filtro sul fondo.
- Sciacqualo sotto acqua corrente, aiutandoti con una spazzolina per gli incastri.
- Controlla anche il pozzetto sotto al filtro, spesso lì si nasconde la parte “colpevole”.
Piccole abitudini che evitano il ritorno degli odori
- Dai una sciacquata veloce alle stoviglie molto unte, non serve prelavare tutto, basta togliere l’eccesso.
- Non chiudere la lavastoviglie “sigillata” per giorni con dentro piatti sporchi, l’umidità fa il resto.
- Usa, quando disponibile, un programma di pulizia ad alta temperatura (spesso chiamato Easy Clean o simili), ogni 3 o 4 settimane.
Cosa aspettarti dopo il primo ciclo
Dopo un lavaggio a vuoto fatto bene, di solito noti due cose: l’odore cambia subito, diventa neutro, e anche i bicchieri risultano più “trasparenti” perché la patina di grasso in circolo diminuisce. Se però l’odore è davvero forte, ripeti una seconda volta a distanza di pochi giorni e abbina la pulizia del filtro, è spesso il passaggio decisivo.
Alla fine, è questo il punto: non serve complicarsi la vita. Con un gesto semplice e regolare, la lavastoviglie torna a fare quello che promette, pulire senza lasciarsi dietro sorprese.




