C’è un momento, ogni inverno, in cui tiri fuori il maglione preferito e ti chiedi: “Perché ho sempre l’ansia di lavare la lana?”. Se ti è capitato di vedere un capo diventare più piccolo, più rigido, quasi “cartonato”, sappi che non sei solo. Il punto è che molti sbagliano proprio la cosa più semplice: la temperatura. E da lì, a infeltrire, il passo è breve.
Il “trucco definitivo” in una frase
Il trucco definitivo per non infeltrire i maglioni è questo: mantieni l’acqua sempre sotto i 30°C e costante, dal lavaggio al risciacquo, e tratta la lana con movimenti minimi, usando un detergente specifico per lana.
Sembra banale, ma è la differenza tra un capo che dura anni e un disastro irreversibile.
Perché la lana infeltrisce (e perché sembra “colpa tua”)
La lana è una fibra naturale con una struttura a piccole “scaglie”. Quando unisci calore, sfregamento e shock termico, queste scaglie si incastrano tra loro e il tessuto si compatta. Ecco l’infeltrimento.
Pensala come una pigna: se la scaldi e la stressi, si apre e si incastra con ciò che trova. La lana fa qualcosa di simile. Il riferimento tecnico è tutto nella lana, ma nella vita reale la regola è una: meno stress, meglio è.
Prima regola: l’etichetta è la tua mappa
Sì, lo so, è piccola e pizzica le dita. Ma vale oro. Controlla:
- se è lavabile in lavatrice oppure solo a mano
- la temperatura massima (quasi sempre 30°C)
- eventuali divieti su asciugatrice e centrifuga
Se l’etichetta è sparita, comportati come se fosse un capo delicatissimo: prudenza massima.
Lavaggio a mano, il metodo più sicuro
Quando voglio andare sul sicuro, faccio così, sempre.
Passaggi essenziali
- Riempi una bacinella con acqua fredda o tiepida, comunque sotto i 30°C.
- Sciogli prima il detersivo per lana (oppure uno shampoo delicato), mai versarlo diretto sul maglione.
- Immergi il capo e lascialo in ammollo 10-30 minuti.
- Muovilo pochissimo, se serve, fai solo pressioni leggere con le mani, senza strofinare.
- Risciacqua con acqua alla stessa identica temperatura finché l’acqua non è limpida.
Il dettaglio che cambia tutto
Il vero segreto è evitare il “brivido”: lavare tiepido e risciacquare freddo è uno degli errori più comuni. Lo sbalzo di temperatura è un acceleratore di infeltrimento.
Lavatrice sì, ma solo se la tratti da “alleata”
Se il capo lo consente, la lavatrice è comoda, basta impostarla bene.
Impostazioni consigliate
- programma lana o delicati
- temperatura fredda o 20°C, massimo 30°C
- centrifuga minima, idealmente sotto 800 giri/min (o disattivata)
- metti il maglione in una sacca per capi delicati
E poi una cosa importantissima: tira fuori il capo subito a fine ciclo. Lasciarlo lì, bagnato e compresso, non gli fa bene.
Errori da evitare (quelli che “rovinano tutto”)
Ecco la lista che mi sarei voluto appendere in lavanderia anni fa:
- Acqua calda o sbalzi termici tra lavaggio e risciacquo
- Detersivi aggressivi, candeggina, ammorbidente
- Strizzare o torcere il maglione
- Centrifuga forte
- Asciugare appeso (si allunga) o vicino a fonti di calore
- Asciugatrice (quasi sempre fatale)
Asciugatura: il finale che salva la forma
La lana va asciugata come si fa con un maglione “di valore”: con calma.
Procedura semplice
- Appoggia il capo su un asciugamano.
- Arrotola asciugamano e maglione insieme e tampona (senza strizzare).
- Stendi il maglione in piano su un asciugamano asciutto.
- Rimodella delicatamente spalle, maniche e bordo.
In poche ore, ti ritrovi il capo morbido e con la forma giusta, senza sorprese.
Rimedi extra: macchie e lana ruvida
- Per una macchia, tampona prima con sapone di Marsiglia, senza strofinare.
- Se la lana è diventata ruvida o un po’ “chiusa”, prova un ammollo di 30 minuti con shampoo per bambini o pochissimo balsamo (circa un cucchiaino per litro), poi risciacquo sempre a temperatura costante.
Alla fine, la verità è liberatoria: non serve essere esperti, serve solo rispettare due cose, temperatura stabile sotto i 30°C e delicatezza assoluta. Da lì in poi, i maglioni smettono di fare paura e tornano a essere quello che dovrebbero, caldi, morbidi, affidabili.




