C’è un momento, quando provi a fare il sapone in casa, in cui capisci che non è solo una “cosa da provare”, è proprio un piccolo rito. E il trucco che Benedetta Rossi, di Fatto in Casa da Benedetta, ripete spesso è quello che ti salva da errori, fretta e soprattutto da brutte sorprese: partire con calma, rispettare le temperature e mettere la sicurezza al primo posto.
Il trucco che cambia tutto: l’ordine (e la pazienza)
Se dovessi riassumere il cuore del metodo in una frase, sarebbe questa: versa lentamente la soda caustica nell’acqua, mai il contrario. Sembra un dettaglio, invece è il passaggio che rende la preparazione più controllabile, perché la reazione sviluppa molto calore e può diventare pericolosa se inverti l’ordine.
L’altro segnale da tenere d’occhio è la famosa traccia, cioè quando la miscela diventa cremosa e, sollevando il frullatore o la spatola, “scrive” un nastro sulla superficie. È lì che la saponificazione è davvero partita.
Ricetta base: sapone 100% olio d’oliva (metodo a freddo)
Questa è la ricetta più lineare e soddisfacente, perfetta se vuoi capire come funziona davvero il metodo a freddo.
Ingredienti (per circa 12 saponette)
- 1 kg di olio d’oliva
- 300 g di acqua
- 128 g di soda caustica
- 1 cucchiaio di amido di mais
- 20 ml di olio essenziale di lavanda (opzionale)
Metodo
- Prepara la postazione: finestra aperta o ambiente ventilato, guanti, occhiali protettivi, maniche lunghe. Tieni vicino anche aceto e carta assorbente per eventuali pulizie, senza improvvisare.
- In un contenitore resistente al calore versa l’acqua. Poi aggiungi lentamente la soda nell’acqua, mescolando finché la soluzione diventa trasparente. La temperatura salirà rapidamente, può arrivare intorno a 85-90°C, è normale.
- Nel frattempo scalda o porta l’olio a una temperatura più bassa, circa 40-45°C. L’idea è far incontrare due liquidi non troppo distanti, così lavorano meglio insieme.
- Versa con attenzione la soluzione di soda nell’olio e mescola con una spatola.
- Passa al frullatore a immersione, a impulsi, fino a ottenere la traccia: una crema densa, uniforme, tipo budino leggero.
- Aggiungi l’amido di mais e, se ti piace, l’olio essenziale. Frulla ancora pochi secondi per amalgamare.
- Versa nello stampo, batti delicatamente per far uscire le bolle d’aria, copri e lascia riposare 24-48 ore.
- Sforma e taglia: un trucco pratico è segnare incisioni ogni 2,5 cm per ottenere pezzi regolari.
- Ora la parte che richiede fiducia: la stagionatura. Lascia asciugare le saponette 4-6 settimane in un luogo arieggiato, girandole ogni tanto.
Piccoli dettagli che fanno un grande sapone
Quando lo fai una volta, ti accorgi che “semplice” non significa “approssimativo”. Ecco cosa tende a fare la differenza:
- Strumenti dedicati: usa ciotole e spatole solo per il sapone.
- Temperature coerenti: non serve inseguire la perfezione, ma evita sbalzi troppo grandi.
- Frullatore a impulsi: meno aria incorporata, traccia più pulita.
- Tempo di riposo: 24-48 ore sono un minimo, poi la stagionatura completa è ciò che rende il sapone più gentile.
Varianti naturali in stile Benedetta
Quando hai preso confidenza, puoi divertirti con ricette più “morbide” al tatto o più profumate.
- Sapone al burro di karité: più emolliente e adatto a pelli che si seccano facilmente. Si combina con oli come oliva, ricino e mandorle, mantenendo il metodo a freddo.
- Arancia e cannella: qui spesso si usa un’acqua ridotta, così il sapone asciuga prima e la stagionatura risulta più rapida, pur restando necessaria.
- Saponi decorati senza soda: se vuoi un ingresso ancora più facile, sciogli una base di glicerina a bagnomaria, aggiungi colore e qualche goccia di olio essenziale (per esempio menta), inserisci pezzetti di luffa per un effetto scrub e versa in stampi in silicone. In un’ora, o con un breve passaggio in frigo, sono pronti da sformare.
Sicurezza: la regola che non si negozia
La soda caustica è corrosiva. Lavora sempre ventilato, proteggi pelle e occhi, non inalare i vapori e tieni lontani bambini e animali. Se hai pelle sensibile, prova il sapone su una piccola zona prima dell’uso regolare.
Il bello è che, seguendo l’ordine giusto e aspettando la stagionatura, quel “trucco” diventa una routine. E a quel punto il sapone non è più solo sapone, è qualcosa che hai capito, controllato e creato con le tue mani.




