Ti chini per togliere una zolla, senti la terra cedere sotto la vanga e, all’improvviso, “lui” è lì. Un piccolo corpo rotondo, immobile, che sembra uscito da una storia raccontata a bassa voce. Scavare in giardino a volte regala sorprese, ma una è più probabile di tutte, soprattutto in Italia.
Chi è “lui” che trovi scavando?
Nella maggior parte dei casi si tratta del riccio europeo (Erinaceus europaeus), un animale autoctono e molto comune, anche vicino alle case. È il classico ospite discreto dei prati, dei cespugli e dei giardini: di giorno resta nascosto, di notte si muove come un piccolo aspirapolvere vivente alla ricerca di lombrichi e insetti.
La scena tipica è questa: stai sistemando aiuole, rimuovendo foglie o spostando un cumulo di ramaglie e, sotto, compare una palla di aculei. Non è magia, è solo la sua strategia preferita per passare inosservato.
Perché il riccio si “lascia trovare” proprio in giardino
Il riccio è notturno e solitario, e di solito evita di farsi vedere. Però il giardino, se ha angoli un po’ selvatici, è un buffet e un rifugio insieme. I motivi principali per cui potresti incontrarlo durante i lavori sono:
- Cibo facile: insetti, larve, limacce e lombrichi abbondano dove il terreno è vivo.
- Riparo perfetto: siepi, cataste di legna, cumuli di foglie e zone poco frequentate.
- Stagionalità: in autunno cerca un posto tranquillo per l’ibernazione, spesso tra foglie secche o in piccole cavità nel terreno.
Negli ultimi anni si sentono anche segnalazioni di ricci africani (Atelerix algirus), arrivati in modo accidentale in alcune aree, ma nei giardini italiani il candidato più realistico resta quasi sempre il riccio europeo.
Cosa fare se lo trovi: le mosse giuste (senza stressarlo)
Qui conta la delicatezza. Se lo scopri mentre scavi, la prima regola è evitare gesti impulsivi.
- Fermati e osserva: se è arrotolato e respira, probabilmente sta solo cercando di difendersi.
- Non offrirgli latte: è un classico errore, può causare seri problemi digestivi.
- Proteggilo dai rischi immediati: cani curiosi, attrezzi, falò, lavori in corso.
- Se sembra ferito o in letargo disturbato, contatta un centro di recupero fauna selvatica (soprattutto se lo trovi di giorno, molto magro o apatico).
A volte basta ricoprire delicatamente il suo rifugio con foglie e lasciargli una via di fuga tranquilla. È sorprendente quanto velocemente “sparisca” quando decide che l’area è di nuovo sicura.
Come rendere il giardino amico dei ricci (senza trasformarlo in una giungla)
Se ti piace l’idea di ospitarlo, puoi fare piccole scelte intelligenti, di quelle che non stravolgono l’estetica ma cambiano la vita alla fauna locale.
- Crea siepi naturali con arbusti da bacca (rose selvatiche, biancospini).
- Lascia un angolo con foglie secche o rami, sembra disordine, per loro è casa.
- Metti qualche pezzetto di frutta (come mele) ai margini, lontano da zone di passaggio.
- Evita o riduci pesticidi e lumachicidi, proteggere il riccio significa anche proteggere il suolo.
Altri “particolari” incontri da giardino (più visibili, meno scavabili)
Se il tuo giardino è vivo, potresti notare anche altri ospiti interessanti:
- Scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), con la coda folta, spesso nei parchi e nei quartieri alberati.
- Lucertola dei muri (Podarcis muralis), che ama muretti caldi e pietre al sole.
- Uccellini come cince, pettirossi e fringuelli, soprattutto dove ci sono siepi e alberi da fiore.
- Anfibi e insetti utili: rane (se c’è acqua), api, farfalle e coccinelle, favoriti da piante profumate e piccoli angoli “naturali”.
E no, animali iconici come lupo appenninico, stambecco o orso marsicano non sono sorprese da giardino domestico: quelli appartengono ai grandi spazi dei parchi.
Il senso della scoperta
Quando “lui” spunta dal terreno, la cosa più bella è che ti ricorda una verità semplice: il giardino non è solo un luogo da sistemare, è un microcosmo. E il riccio europeo, con la sua calma un po’ antica e il suo lavoro silenzioso contro insetti e limacce, è spesso la prova più tenera che la natura, se le lasci uno spiraglio, entra di punta e resta.




