Una ciaspolata a Chiesa Valmalenco
20 Febbraio 2017 • POSTATO IN: MY LIFE
Ci sono dei posti che inevitabilmente sono legati ad alcuni ricordi e con il passare del tempo questi diventano sempre più speciali.
Tutte le volte che torno a Chiesa Valmalenco, ad esempio, mi tornano alla mente le domeniche di febbraio quando da piccoli  andavamo a sciare.
Mi ricordo la sveglia all'alba, la calzamaglia verde che mettevo sotto la tuta da sci, le corse giù dalle scale perché eravamo in ritardo e ... il cd dei Pooh che il papà metteva durante il tragitto.
Ovvio, ricordo benissimo come se fosse ieri anche la sensazione di freddo glaciale che provavo a mani e piedi una volta che le porte della funivia si aprivano e la mamma che mi comprava Caldo Caldo (ve lo ricordate? Era quella bevanda al gusto di cioccolata, che se rovesciavate e agitatavate per qualche secondo diventava magicamente calda) per riscaldarmi.
Ecco, tutta questa lunghissssssisma intro per dirvi che... sabato siamo tornati a Chiesa Valmalenco per una delle nostre gite in montagna. Abbiamo avuto la fortuna di beccare una giornata stupenda, il giorno prima aveva infatti nevicato quindi il paesaggio che abbiamo trovato è stato veramente da cartolina: tanta neve, tutti gli alberi imbiancati e un tempo che doveva essere brutto e invece non lo è stato.




Abbiamo lasciato la macchina a San Giuseppe e, ciaspole ai piedi, abbiamo imboccato il sentiero per il lago Palù.
Il dislivello è di circa 500 metri e ci vuole circa 1 ora 1/2 (2 ore per me), per arrivare in cima.
Di San Giuseppe mi ricordavo la seggiovia (che ora non c'è più SIGH) a due posti verde che ci portava sulle piste e tutte le volte che da piccola speravo che di fianco a me salisse qualcuno perché avevo fifa a restare da sola.





Nonostante in questa gita non fossi proprio al massimo della forma, la salita (per me ripidissssssima) mi ha un po' fregata, una volta arrivati al lago Palù però mi sono proprio detta che ne valeva la pena!
Un bel piatto di pizzoccheri al rifugio e via di giro intorno al lago per poi ritornare a casa.





Evito di raccontarvi come mi sono sentita le gambe quella sera e il giorno successivo ma ripeto... ne valeva la pena!!
Ogni volta mi meraviglio della bellezza che ci circonda, le settimane sono un susseguirsi repentino di giorni che sono perlopiù monotoni e quindi riuscire a "scappare"  per qualche ora è una vera boccata d'ossigeno. E chissà dove ci porterà la prossima gita!
Per il momento vi saluto, ci rivediamo prestissimo con un nuovo post!
D.





 




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