La mia giornata al caseificio Grana Padano
28 Ottobre 2015 • POSTATO IN: MY LIFE
GRANA PADANO - EXPOOgni giorno abbiamo a che far con un'infinità di prodotti di cui conosciamo poco o niente la storia e il processo di lavorazione.
Per fortuna che in tv ogni tanto riesco a vedere "Com'è fatto?", un programma che mostra il procedimento con cui vengono lavorati molti alimenti che consumiamo.
Questa volta sarò io a raccontarvi com'è fatto un prodotto presente sulle nostre tavole, sulla mia poi... non manca proprio mai!
Oggi voglio raccontarvi della mia esperienza al caseificio Grana Padano in Expo, presso la Cascina Triulza. Qui ogni giorno vengono lavorati oltre mille litri di latte per produrre due forme di Grana Padano. Al termine della loro stagionatura, tutte le forme prodotte in Expo saranno messe all'asta e il ricavato sarà devoluto all'Ospedale NPH Saint Damien ad Haiti, un'iniziativa ammirevole.
Ma prima di tutto... voi conoscete la storia del Grana Padano?
Nel 1135 i monaci dell'Abbazia di Chiaravalle trovarono un modo per utilizzare l'eccedenza di latte a loro disposizione, mettendo a punto quella che poi divenne la ricetta del Grana Padano DOP che veniva prodotto all'interno di caldaie di rame a forma conica e venne chiamato grana per via della sua consistenza granulosa.
Nel 1996 l'Unione Europea ha riconosciuto al Grana Padano la Denominazione di Origine Protetta D.O.P, Grana è solo Padano.



Il Grana Padano DOP viene prodotto con latte crudo e lavorato all'interno di caldaie in rame che hanno la forma di una campana rovesciata.



Al latte presente in caldaia viene poi aggiunto un siero innesto naturale che viene portato ad una temperatura che oscilla tra i 31° e i 33°.
Si procede poi alla rottura della cagliata utilizzando uno spino e successivamente alla sua cottura ad una temperatura massima di 56°.
Sul fondo della caldaia si deposita la massa caseosa e la si lascia riposare per circa un'ora. A questo punto i casari con l'aiuto di una pala di legno e di un telo portano la massa in superficie per poi racchiuderla in una fascera di plastica.









Il Grana Padano DOP resta all'interno della fascera per circa 12 ore, al termine delle quali viene inserita una fascia di plastica che marchia la forma con il mese, l'anno, la provincia e il numero di matricola del caseificio in cui è stato prodotto quel Grana Padano.
24 ore dopo la messa in forma, il Grana Padano viene trasferito in una fascera di acciaio che consentirà di dargli la forma definitiva e caratteristica.













A questo punto avviene la salatura del Grana Padano che va dai 14 ai 30 giorni, l'asciugatura ed infine la stagionatura che dura dai 9 ai 20 mesi.
Al nono mese, tutte le forme vengono accuratamente esaminate con appositi strumenti di controllo e se passano tutte le fasi dell'esame si arriva alla marchiatura a fuoco che garantisce la qualità "sana, leale e mercantile" del Grana Padano DOP.







Il Consorzio Tutela Grana Padano ha sviluppato anche una Dieta ipocalorica equilibrata che permette di non rinunciare al gusto proponendo menù settimanalmente personalizzati accompagnati poi da programmi di attività fisica che aiutano a perdere peso e mantenerlo costante. La Dieta è disponibile gratuitamente su loro sito e va ad aggiungersi al loro progetto di "Educazione Nutrizionale Grana Padano" che promuove un'alimentazione e uno stile di vita sano.
E' stata un'esperienza unica ed interessante, ora anche voi sapete come viene prodotto il Grana Padano DOP!

Post realizzato in collaborazione con Grana Padano.





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2 COMMENTI
Ma Daria che foto strepitose,curiosissima di sapere che macchina fotografica utilizzi???
Rossella il giorno 28/10/2015 alle ore 19:44 RISPONDI
Ma grazie Ross!! Ho una Sony nex 5n!ti auguro una buona domenica!!
Daria il giorno 01/11/2015 alle ore 08:01
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